Migranti, sette salme a Porto Empedocle; il prefetto: “non rimaniamo insensibili davanti a queste tragedie”
Un altro cadavere, molto probabilmente si tratta di un migrante, è stato recuperato dalla guardia di costiera
L’ennesima tragedia del Mar Mediterraneo, l’ennesime vittime. Sette le salme, sei uomini e una donna incinta, da Lampedusa a bordo della nave Sansovino sono arrivate a Porto Empedocle; le vittime riguardano l’ultimo naufragio che si è consumato il 18 Marzo.
Sul banchina del porto di Porto Empedocle, c’erano i 10 superstiti, nei loro occhi tanta tristezza ma anche tanta paura; sono coloro che una volta messi in salvo dagli angeli del mare(Guardia di Finanza e Guardia Costiera), hanno raccontato d’essere partiti in 56 da Sfax, in Tunisia, con il gommone di 10 metri. A comporre il gruppo c’erano persone del Camerun, della Costa d’Avorio, Malia e Gambia. Dopo meno di 24 ore di navigazione, molti migranti sono caduti in acqua forse a causa del mare agitato.
Le sette salme adagiate sulla banchina, una cerimonia religiosa e delle rose rosse sulla bara; salme che verranno trasferiti nei cimiteri di Palma di Montechiaro, Canicattì, San Biagio Platani, Ribera e Santa Elisabetta.
“L’ennesima tragedia del mare. Quando si hanno davanti delle bare è sempre un momento di tristezza e di dolore. Questo territorio è sempre disponibile ad accogliere ma soprattutto i sindaci sono molto disponibili ad accogliere le salme nei loro cimiteri. Non rimaniamo insensibili davanti a queste tragedie”; ha detto il prefetto di Agrigento Salvatore Caccamo a margine del momento di preghiera per i migranti morti in mare.
Nel frattempo a circa 12 miglia da Porto Empedocle, un cadavere, in decomposizione, è stato recuperato in mare, dai militari della guardia costiera. L’ipotesi prevalente è che si tratta di un migrante. Il corpo è stato trasferito presso la camera mortuaria dell’ospedale di Agrigento dove verrà effettuata l’ispezione cadaverica.