Giudiziaria

La scomparsa di Denise Pipitone, no alla riapertura delle indagini

La Procura di Marsala ha respinto la richiesta di riapertura del caso presentata dal padre legale della bambina

Pubblicato 19 minuti fa

Non verrà riaperta, per ora, l’indagine sulla scomparsa della piccola Denise Pipitone, la bimba di 4 anni sparita nel nulla a Mazara del Vallo l’1 settembre del 2004. La Procura di Marsala ha respinto la richiesta di riapertura del caso presentata dal padre legale della bambina, Tony Pipitone. Pipitone è l’ex marito della madre di Denise, Piera Maggio, che, insieme al padre naturale della minore Pietro Pulizzi, ormai da 20 anni chiede di sapere la verità su quanto accaduto alla figlia. Secondo gli inquirenti, dunque, non sarebbero stati prospettati nell’istanza elementi nuovi tali da giustificare una riapertura dell’indagine archiviata dal gip nel 2021. 

Per la scomparsa della bambina è stata processata e assolta in via definitiva Jessica Pulizzi, la sorellastra di Denise. Successivamente, sulla vicenda la Procura di Marsala aprì una inchiesta, poi archiviata nel 2021, a carico dell’ex moglie di Pulizzi e madre di Jessica, Anna Corona, e sul mazarese Giuseppe Della Chiave, entrambi indagati per sequestro di persona, e su una coppia di romani, Paolo Erba e Antonella Allegrini che si erano inventati di sana pianta di essere a conoscenza di particolari sul rapimento della bambina ed erano stati accusati di falsa testimonianza. Ma gli accertamenti, che hanno impegnato per anni i pm di Marsala, non portarono a nulla. Dalle “indagini lunghe e incredibilmente vaste” della procura non sono emersi elementi sufficienti a sostenere un’accusa in giudizio, disse il gip che aggiunse “che non è dato neppure immaginare come potrebbe essere formulato dal pubblico ministero, anche sommariamente, un capo di imputazione nei confronti della Corona”. “Ogni ipotesi accusatoria a suo carico – spiegò – appare al momento assolutamente insuscettibile di essere vagliata in giudizio e, ancor meno, di condurre a una affermazione di responsabilità”. Il caso era tornato allora all’attenzione dei media dopo la notizia data da una tv russa del ritrovamento della bambina, poi smentito dall’esame del dna. Da allora si sono susseguite false segnalazioni al legale della madre di Denise, testimoni inattendibili e le dichiarazioni di una ex pm, che indagò su Denise nel 2004, che avrebbe raccolto novità sulla vicenda e che è stata poi condannata per false informazioni al pubblico ministero.

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