Giudiziaria

La maxi inchiesta “Sepultura” sul traffico di rifiuti: chieste 8 condanne e 18 assoluzioni 

Al centro dell’inchiesta la discarica di contrada Principe in cui sarebbero confluiti rifiuti pericolosi da parte di molti colossi imprenditoriali

Pubblicato 4 giorni fa

Il sostituto procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, Eugenio Faletra, ha avanzato otto richieste di condanna e diciotto di assoluzione nei confronti dei 26 imputati del processo scaturito dalla maxi inchiesta “Sepultura”, l’indagine che ipotizza un vasto traffico e smaltimento (illecito) di rifiuti nella discarica di contrada Principe a Camastra, nell’agrigentino. I fatti al centro del processo risalgono ormai ad una decina di anni fa. Al centro dell’inchiesta la discarica di contrada Principe – gestita dalla società A&G srl – in cui sarebbero confluiti rifiuti pericolosi provenienti da bonifiche, lavorazioni e cicli produttivi. Secondo l’impianto accusatorio, infatti, molti colossi imprenditoriali potevano contare sull’impianto agrigentino.

Sotto la lente dei magistrati un presunto traffico illecito di sostanze che – secondo l’accusa – non sarebbero mai dovute arrivare a Camastra e che invece avrebbero portato benefici economici a gestori della discarica e alle imprese. I primi per la possibilità di avere un mercato maggiore, i secondi grazie al pagamento di tariffe inferiori rispetto a quelle in vigore per i rifiuti pericolosi. Sotto inchiesta, oltre alle persone fisiche, finirono anche sette società attive in Sicilia e non solo: A&G srl di Camastra, Fratelli Cultrera di Floridia, Bonafede&Figli di Augusta, Enimed spa, Fincantieri, Girgenti Acque, Cipro Gest. 

Il processo – a distanza di undici anni dalla prima ispezione effettuata dai carabinieri del Noe – si avvia alla conclusione. In abbreviato sono già state disposte due condanne e sei assoluzioni. Oggi il pm ha avanzato la richieste. E, in particolare, la condanna nei confronti di: Donato D’Angelo, 65 anni (4 anni di reclusione); Calogero Alaimo, 63 anni, di Camastra (3 anni di reclusione); Salvatore Alaimo, 59 anni, di Camastra (3 anni di reclusione), Alfonso Bruno, 56 anni, di Realmonte (3 anni di reclusione); Pasquale Di Silvestro, 73 anni, di Pescara (1 anno di reclusione); Giuseppe Pistone, 55 anni, di Catania (3 anni e 6 mesi di reclusione); Gaetano Rubino, 56 anni, di Palermo (1 anno di reclusione); Giuliano Costantini, 78 anni, di Pescara (1 anno di reclusione). 

Richiesta di assoluzione (per non avere commesso il fatto e per intervenuta prescrizione di qualche ipotesi di reato) nei confronti di: Giuseppe Cultrera, 63 anni, di Floridia; Antonio Cultrera, 59 anni, di Floridia; Massimo Cultrera, 57 anni, di Floridia; Salvatore Bonafede, 74 anni, di Augusta; Massimo Barbieri, 74 anni, di Voghera; Francesco D’Alema, 43 anni, di Bitonto; Anna Maria Rosso, 51 anni, di Petralia Sottana; Marco Campione, 64 anni, di Agrigento; Giuseppe Giuffrida, 77 anni, di Gravina di Catania; Fabio Borsellino, 62 anni, di Palermo; Maria Rita Paratore, 50 anni, di catania; Antonino Paratore, 78 anni, di Santa Domenica Vittoria; Francesca De Gaetano, 80 anni, di Calatafimi; Gerlando Piparo, 67 anni, di Agrigento; Luciano Dell’Olmo, 71 anni, di Cecina; Filippo Oddo, 74 anni, di Palermo; Danilo Ignazio Russo, 52 anni, di Sciacca; Fabrizio Giotti, 49 anni, di Palermo.  

Nel collegio difensivo – tra gli altri – gli avvocati Leonardo Marino, Antonino Zanghi, Alessandro Baio e  Giovanni Castronovo. Si torna in aula il 9 aprile per l’inizio delle arringhe difensive. 

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