Giudiziaria

“Danno erariale di 400 mila euro”, prosciolto l’ex presidente della provincia D’Orsi

Insieme a D'Orsi sono stati prosciolti anche altri quattro tra ex presidenti e dirigenti

Pubblicato 3 giorni fa

I giudici della corte dei conti della Regione Calabria hanno assolto amministratori e politici agrigentini accusati di aver provocato un danno erariale per 400 mila euro per il pagamento delle indennità di risultato in favore dei dirigenti dell’ex provincia di Agrigento relativamente ai “cicli valutativi” dal 2012 al 2017. Il giudizio iniziato davanti alla corte della Regione Siciliana è stato spostato a quella calabrese perché nel frattempo Giuseppe Vella, allora segretario generale della provincia oggi è magistrato presso la corte dei conti in Sicilia. Vella è stato difeso dagli avvocati Giovanni e Giuseppe Immordino.

Erano finiti sono processo l’allora presidente della provincia di Agrigento Eugenio Benedetto D’Orsi, difeso dagli avvocati Girolamo Rubino e Rosario De Marco Capizzi; Giusy Savarino all’epoca dei fatti componente del Nucleo di valutazione, oggi deputato regionale ed assessore regionale del Territorio e dell’Ambiente difesa dagli avvocati Giovanni Puntarello e Sabrina Causa; Luigi Campoccia, Giovanna Franco, Ferdinando Macedonio, difesi dall’avvocato Francesco Buscaglia; Vito Terrana, difeso dagli avvocati Giovanni Puntarello e Sabrina Causa; Salvatore Buggea difeso dagli avvocati Doriana Palillo e Salvatore Palillo; Pietro Giglione, Francesco Christian Schembri, difesi dall’avvocato Gaetano Caponnetto; Benito Infurnari, Pietro Marchetta, Giuseppe Marino, Salvatore Tannorella difesi dagli avvocati Girolamo Rubino e Rosario De Marco Capizzi; Roberto Enzo Barberi difeso dall’avvocato Giuseppe Gatto; Anna Barragato, difesa dall’avvocato Ignazio Terranova; Marcello Maisano difeso dagli avvocati Massimiliano Mangano e Roberto Surdi; Pasquale Mazza difeso dall’avvocato Domenico Russello; Giuseppe Pedalino difeso dagli avvocati Maria Beatrice Miceli e Andrea Policarpo; Riccardo Rotigliano difeso dagli avvocati Ivan Randazzo e Giuseppe Acierno; Angelo Biondi e Adriano Varisano. Secondo la pubblica accusa si sarebbe trattato di una violazione della legge Brunetta. Secondo la procura il vertice politico e il segretario generale, avrebbero assegnato obiettivi in contrasto con i requisiti di legge provvedendo poi a riconoscere alla dirigenza somme a titolo di indennità di risultato non spettanti, I giudici hanno dichiarato prescritti l’azione erariale per i cicli fino al 2015 e ha rigettato il resto assolvendo politici e amministratori.

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