Giudiziaria

Maxi inchiesta sui bonus edilizi, 90 indagati

Le indagini hanno riguardato un gruppo composto da imprenditori e professionisti specializzato nelle di frodi in materia di bonus edilizi, a cui e' stata ricondotta la gestione di 19 imprese

Pubblicato 9 ore fa



Maxi operazione in materia di falsi bonus edilizi, con investimenti in oro e criptovalute. Sequestri per circa 19 milioni di euro e 90 indagati. I finanzieri del Comando provinciale di Palermo hanno eseguito la misura emessa dal gip, su richiesta della procura, con cui e’ stato disposto il sequestro preventivo di beni e disponibilita’ finanziarie per un valore complessivo di circa 19 milioni di euro nei confronti di 107 soggetti, tra imprese e persone fisiche.

Le indagini hanno riguardato un gruppo composto da imprenditori e professionisti specializzato nelle di frodi in materia di bonus edilizi, a cui e’ stata ricondotta la gestione di 19 imprese edili, tutte con sede a Palermo, esecutrici di lavori di ristrutturazione fittizi, per oltre 26 milioni di euro. Le societa’ coinvolte nella frode, applicando lo sconto in fattura, emettevano fatture per operazioni inesistenti verso clienti privati per lavori in realta’ mai eseguiti, generando il citato credito d’imposta fittizio, utilizzabile in detrazione o cedibile a terzi; questo veniva infatti ceduto a intermediari finanziari, consentendone un’immediata e consistente monetizzazione. I titolari d’impresa distraevano parte delle somme mediante bonifici su conti correnti personali, prelevamenti di contanti, sottoscrizione di buoni fruttiferi postali, acquisto di oro, criptovalute, beni mobili e immobili.

Oltre ai 7 membri dell’associazione, allo stato, risultano indagati altri 83 soggetti, tra amministratori di diritto delle imprese inserite nel circuito illecito e committenti compiacenti, concorrenti nei reati di emissione di fatture per operazioni inesistenti e truffa aggravata. Alcuni tra i titolari delle imprese, inoltre, sono stati segnalati, a vario titolo, per dichiarazione fraudolenta, dichiarazione infedele, omessa dichiarazione, autoriciclaggio, riciclaggio e trasferimento fraudolento di valori. Questi ultimi due reati si riferiscono alla compravendita di 16 immobili fittiziamente intestati a terzi e in parte acquistati con i proventi della frode.

L’autoriciclaggio fa riferimento invece all’impiego del profitto illecito in attivita’ finanziarie e speculative (quali la compravendita di immobili e l’investimento in buoni fruttiferi postali/criptovalute). Infine, nell’ambito dell’inchiesta, risultano indagate 10 societa’ di capitali per gli illeciti in materia di responsabilita’ amministrativa dell’ente. L’operazione ha dunque sottoposto a vincolo cautelare ingenti crediti d’imposta ancora detenuti nei cassetti fiscali, nonche’ decine di rapporti finanziari, oltre 50 immobili, autoveicoli, imbarcazioni e numerose quote societarie. L’intervento si aggiunge a un sequestro di 8 milioni di euro gia’ eseguito nel corso delle indagini.

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